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Articolo sul "Messaggero Veneto" di Venerdì 1 Aprile 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniele Damele   
martedì 03 maggio 2011
Mister Reja incorona Guidolin: «È un super»

di Pietro Oleotto
UDINE «Guidolin? È un super». Quattro parole di numero che giustificano il riconoscimento che l'altra sera, a Roma, è stato consegnato a Edy Reja: il premio Fair play Friuli Venezia Giulia 2010. Sì, perchè nonostante sia coinvolto lui stesso nella volata per la Champions League con la sua Lazio, nonostante l'ambiente capitolino continui a bersagliarlo con pesanti (e ingiustificate) contestazioni, l'allenatore di Lucinico non si è tirato indietro quando si è trattato di applaudire, a parole, la stagione dell'Udinese. Complimenti. Reja è un "vecchio cuore" bianconero, tanto che anche nel corso della riunione conviviale al ristorante Mama, alla presenza del presidente del Fair play, Alcanterini, di quello del Fvg, Alessandro Grassi, dei dirigenti nazionali De Tomaso e Damele, dell'assessore allo sport della Provincia di Udine, Mario Virgili, e del docente dell'università di Udine, Vincenzo Orioles, l'allenatore della Lazio ha confessato: «È da bambino che sono tifoso dell'Udinese. Tre o quattro volte ero lì per lì per assumere la guida della squadra e so che Pozzo e la signora Giuliana hanno considerazione di me. Purtroppo non ci siamo mai trovati. E anche da giocatore, quando militavo nel San Lorenzo Isontino stavo per andare all'Udinese, ma poi finii alla Spal». Ma non è per questo che Reja stavolta ha fatto i complimenti alla banda del Guido. Il cuore non c'entra, è stato il tecnico a parlare: «L'Udinese è stata la squadra più straordinaria del campionato, nel girone di ritorno ha giocato meglio di tutti». Totò e il Niño. Sono gli alfieri bianconeri, gli assi da calare sul tavolo per vincere la volata Champions. E anche Reja l'ha confermato: «Sanchez è eccezionale, un grande giocatore che non ha prezzo e che potrebbe giocare benissimo nel Barcellona o in un'altra qualsiasi grande squadra mondiale», ha detto consegnando al cileno un futuro da star, senza dimenticare Di Natale: «Che dire di lui? Quando ha mezza palla la mette dentro. Si può volere altro?». Passato e futuro. Ma la consegna del premio Fair play 2010 è stata anche l'occasione per conoscere un po' di più Edy Reja, tra flash-back e progetti. «A Spalato, con l'Hajduk, ho vissuto l'esperienza più bella dal punto di vista professionale, anche se giunta in tarda età, ma l'apice della carriera rimane Napoli: là siamo passati dalla serie C alla coppa Uefa, un risultato di grande rilievo. La Lazio? Deciderò a fine maggio se resterò, oggi non lo so proprio». Grazie. Reja ha espresso poi parole di gratitudine per il premio ricevuto, aggiungendo una punta di humor: «Grazie di cuore ai miei conterranei, a Grassi e Damele, per avermi riservato quest'onore. Devo cercare di ricordarmelo anche quando talvolta discuto con il quarto uomo e magari sbaglio».


Ultimo aggiornamento ( martedì 03 maggio 2011 )
 
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