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Articolo sul Messaggero Veneto di Martedì 22 Aprile 2008 PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniele Damele   
martedì 22 aprile 2008
Facciamo i conti con la Tecnologia
di FULVIO CUIZZA

Di tecnologia vivremo. E le soluzioni dei principali problemi del pianeta arriveranno attraverso eque scelte politiche unite ad un uso positivo della tecnologia (o altrimenti non arriveranno proprio). L’uso consapevole e pro-sociale della tecnologia infatti, appare ad oggi l’unico scenario possibile per abbinare sviluppo e progresso civile, crescita e qualità della vita. È dunque strategico il rapporto con le tecnologie ed il loro uso, nell’interpretazione sociale ed in quella individuale, nel farle essere e diventare strumenti di emancipazione e libertà, o mezzi di alienazione ed involuzione. Uno dei problemi alla radice è costituito dal fatto che la scienza applicata, la tecnologia, si diffonde ai cittadini-consumatori attraverso i meccanismi del mercato, e che l’utenza ne viene dunque a contatto attraverso la spinta del marketing. Commercializzazione e marketing, come si sa, non hanno nei loro obiettivi, per definizione, il bene dei cittadini, ma l’innesco di processi decisionali di acquisto, e per questo anche le spinte all’uso della tecnologia contengono forzature e distorsioni, mirate al loro inserimento profondo nei modi di vivere e di pensare. La tecnologia dunque ci arriva interpretata, vestita con le regole del mercato. Analisi realistiche ci dicono che tale meccanismo non è arrestabile, ed è anche difficilmente modificabile, per cui è solo la sua elaborazione consapevole quella che può dare i migliori risultati per la sua gestione.. Ne parla con dovizia di particolari pure l’ultimo libro di Daniele Damele, “Genitori, figli, media e non solo”, che è stato presentato a più appuntamenti anche in regione, con autorevoli relatori, e suscitando vivaci dibattiti. Il libro, usando un linguaggio tecnico ma accessibile, fa cogliere nei dettagli quanto sia difficile nelle famiglie riuscire a gestire la complessità delle tecnologie di comunicazione, quante siano le trappole, e quanto sia una battaglia da affrontare quella di non farsi escludere da questa nuova dimensione, ma di non farsene neanche fagocitare e manipolare. I ritmi di evoluzione tecnologica sono travolgenti, e oggi stiamo assistendo al salto di qualità degli strumenti portatili, che somigliano solo superficialmente ai vecchi telefonini, ma sono in realtà dei terminali digitali con sempre maggiori funzioni, e sempre più collegati in rete con alte capacità di trasferimento immagini. Ciò sta liberando una creatività ed una partecipazione vorticosa ed affascinante, che ha naturalmente il suo rovescio della medaglia, portandosi appresso altrettanti rischi e pericoli, e traducendosi in una piena partecipazione a questo nuovo villaggio globale, praticamente senza regole e spesso senza preparazione. Questa dell’essere sempre collegati direttamente a tutto il resto del mondo sta diventando poi quasi una mutazione antropologica, e come tale non può non presentare i suoi prezzi in termini psicologici. È di questi giorni la diffusione di un neologismo, Nomophobia (no mobile phobia), per indicare la diffusa ansia emergente dal non essere più collegati col resto del mondo, nel momento in cui il cellulare dà forfait, non ha più carica o credito, o non c’è copertura, o lo si è smarrito. Il 53% degli utenti del Regno unito ha dichiarato di soffrirne, e di risentirsi bene soltanto nel momento in cui il contatto viene ristabilito. Segnale chiaro dei rischi cui andiamo incontro, e della necessità di lavorare per un uso cosciente, attivo, creativo delle tecnologie, interpretandole personalmente in modo originale. Lavorare perché la tecnologia possa integrarsi a dimensione umana, generativa di qualità, mantenendo la sua funzione positiva di strumento in grado di dare forma alle potenzialità umane, estendendo le capacita individuali e collettive di contatto, di comunicazione e di partecipazione. Non sarà una sfida facile, e sarà sempre sia politica, sia individuale.

Ultimo aggiornamento ( martedì 08 luglio 2008 )
 
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