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Articolo sul Messaggero Veneto di Giovedì 15 Maggio 2008 PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniele Damele   
giovedì 15 maggio 2008
Genitori e figli di fronte ai mezzi di comunicazione
di FABIANA ROMANUTTI

Sono 140 pagine ricche di consigli pratici e concreti, nati non solo da una consolidata esperienza professionale nel settore, ma soprattutto da un rapporto diretto con il figlio adolescente. “Genitori, figli, media e non solo. Per un uso corretto degli strumenti di comunicazione”, Minerva edizioni, è il titolo dell’ultimo (in ordine di tempo) volume di Daniele Damele, docente di etica e comunicazione all’Università di Udine e Gorizia. Il libro, come si legge nell’aletta di copertina, mira a scandagliare il sempre difficile rapporto tra minorenni e organi di comunicazione. Si tratta di una proposta di riflessione destinata sia ai ragazzi sia agli adulti, in particolare genitori o educatori. L’autore ha preso spunto soprattutto dai suoi rapporti di padre nei confronti del figlio Marco, oggi 14enne, a cui il libro è dedicato. I capitoli si snodano proprio a partire dalle domande che il figlio gli rivolge, domande simili a quelle che più o meno tutti i ragazzi pongono a genitori, nonni, insegnanti. Damele approfondisce numerosi argomenti, tutti vicini alla nuova realtà creata oggi dai sempre nuovi strumenti di comunicazione: non solo televisione quindi (anche se questo è “lo strumento” più usato come numero di ore), ma anche Internet, videogiochi e telefonini. L’autore non contesta ovviamente gli strumenti tecnici e tecnologici in sé, ma mette sotto accusa vari modelli comportamentali fuorvianti in essi contenuti. Damele tratta il tema del rapporto tra genitori, educatori, ragazzi e media partendo sempre da frasi e dialoghi reali non solo con il figlio Marco, ma anche con il maggiore Bernardo, oggi 24enne, lanciato nel mondo dell’informatica. L’emergenza c’è, sottolinea a ragione Damele, ed è proprio quella dei messaggi proposti da tv, Internet, videogiochi e telefonia cellulare. Molto spazio nel volume è dedicato ai cosiddetti “modelli” comportamentali diseducativi e negativi, derivanti da scene cruente e violente, da immagini fuorvianti, da contenuti non appropriati per i giovanissimi che spesso sono proposti in orari in cui è più difficile un controllo o un’auspicata mediazione da parte degli adulti. Molti i suggerimenti, le proposte alternative, i consigli per i genitori che spesso – vogliamo essere onesti? – considerano la tv una fantastica baby-sitter gratuita, davanti alla quale lasciar stazionare per ore i figli pur di stare in pace. Se il ragazzino passa ore e ore sul computer non è il caso solo di compiacersi per avere un figlio così precoce nel capire l’informatica, ma forse val la pena assicurarsi di ciò che succede su Internet, nelle chat, dove talvolta basta la promessa di una ricarica in regalo a far cadere i più giovani nella rete dei pedofili (meglio evitare di posizionare il pc nella camera da letto dei ragazzini, consiglia Damele, per avere almeno la possibilità di controllare, anche passando “per caso” in salotto, che cosa stanno facendo). Superfluo ricordare gli avvertimenti che vanno dati ai figli: non fornire mai dati personali, neppure gli orari della scuola e nomi di amici, non dare appuntamenti agli sconosciuti incontrati su Internet, pericolosi esattamente come gli sconosciuti incontrati per strada, non compilare moduli allegati a offerte strabilianti, senza parlarne prima con i genitori). Senza dimenticare che esistono in commercio anche dei filtri “salvafamiglie” che impediscono l’accesso a siti violenti o pornografici e la cui password resta al genitore. Anche l’onnipresente Playstation va controllata perché i videogiochi che vi si possono inserire sconfinano sempre più spesso nella violenza e nella pornografia. Un capitolo del volume di Damele riguarda anche certi comportamenti pericolosamente “rituali”, ahimè spesso tipici anche di adulti, come controllare continuamente se il telefonino “ha campo”, verificare compulsivamente se sono arrivati nuovi messaggi di posta elettronica, senza parlare dell’i-pod e di molti altri tecnogadget. I proventi del volume, che ha un prezzo di copertina di 10 euro sono interamente devoluti in beneficenza alla fondazione “Tommasino” Bacciotti onlus.

Ultimo aggiornamento ( domenica 28 dicembre 2008 )
 
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