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APPELLO al Ministero Sviluppo economico - Dipartimento Comunicazioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniele Damele   
mercoledì 06 maggio 2009
APPELLO al Ministero Sviluppo economico - Dipartimento Comunicazioni

Quattro persone arrestate e 53 indagati: sono le cifre dell'operazione contro la pedofilia su internet denominata 'Veritate' coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa nell'ambito della quale sono state disposte 57 perquisizioni in 15 regioni italiane, tra cui anche il Friuli Venezia Giulia.

I controlli sono stati eseguiti dal Nucleo investigativo telematico con l'ausilio di trecento militari, tra Carabinieri e Guardia di finanza, e sono coordinati dal procuratore Ugo Rossi. Al centro dell'inchiesta la diffusione di filmati di sadismo, con torture e violenze sessuali nei confronti di bambini e bambine di 4-5 anni. Le indagini si sono avvalse della collaborazione dell'Interpol di Lione e della Polonia.

Gli arrestati sono un cinquantenne di Milano, dirigente di una nota industria dolciaria; un impiegato di 49 anni di Vicenza; un impiegato di 31 anni in un'azienda privata di Torino; e un uomo di 32 anni di Siracusa. Nei loro confronti il Gip di Siracusa, Tiziana Carrubba, ha emesso un ordine di custodia cautelare per produzione di materiale pedopornografico.

Notizie, solo le ultime, che la dicono lunga sulla necessità di dare nuove regole alla rete. Occorre togliere l’anonimato on line e far sì che internet sia paragonato alla carta stampata (sulla quale non è possibile porre annunci per adescare minori o pubblicare foto di violenza a bambini).

Non è più possibile invocare la libertà di espressione quando questa permette, ed è sotto gli occhi di tutti, il compimento di simili reati. Dietro a ogni video c’è un fatto. E’ ipocrita dire che le leggi ci sono e basta farle rispettare. Le forze dell’ordine ci provano (e a loro va un immenso grazie), ma ciò che si rende improcrastinabile è la necessità di prevenire il compimento di simili reati. Per com’è strutturata la rete, ovvero anarchicamente, ciò oggi non è possibile.

L’allora ministro Gasparri attivò nel 2003 un Comitato internet e minori sulla base di un codice di autoregolamentazione. Poi si pensò di ricondurre quelle competenze in seno al Comitato Tv e minori ribattezzato “Media e minori” chiedendogli di occuparsi di tv, internet, videogiochi e telefonia, ma di fatto da anni, o meglio da Gentiloni in poi tale Comitato si occupa solo di tv.

Rivolgo un accorato appello al Ministero dello Sviluppo economico – Dipartimento Comunicazioni a riprendere in mano la questione e le esperienze svolte dal sottoscritto con don Fortunato Di Noto, don Ilario Rolle e altri in merito: lo chiede l’infanzia violata e quella che dobbiamo salvare da questa tragedia.

Daniele Damele

Ultimo aggiornamento ( domenica 17 maggio 2009 )
 
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